hieronymus_01Si potrebbero passare ore davanti a un quadro: l’installazione dedicata a Hieronymus Bosch, all’Alte Münze di Berlino fino al 30 novembre, dimostra che questo detto non è affatto retorico. L’artista olandese è noto per la densità dei particolari di cui le sue opere sono costellate: una folla di figurine grottesche, animali e demoni, architetture fiabesche. Incontrandolo al museo si resta affascinati da tanta lussureggiante fantasia, ma l’occhio si stanca presto: dopo essersi soffermato sulla creatura che più attraeva la sua attenzione, passa al prossimo quadro.

hieronymus_06Grazie alla mostraHieronymus Bosch: visions alive”, organizzata in occasione del quinto centenario dalla morte del pittore, è finalmente possibile ammirare Bosch senza il rischio di perdere diottrie. Sviluppata in tre stanze nell’Alte Münze – la vecchia zecca della città recentemente convertita in spazio espositivo – è incentrata sul trittico “Il giardino delle delizie”: il capolavoro non è presente fisicamente, ma riprodotto su uno schermo che permette di ingrandire ogni dettaglio cliccandoci sopra. Un paio di orecchie strette intorno a un coltello, un uccello enorme che defeca uomini dopo averli ingoiati, un uomo piegato dal peso di un’ostrica gigante dove è ben nascosta una coppia lussuriosa: gli inquietanti frutti di un’inquieta fantasia si staccano dallo spazio sovraffollato del dipinto, reclamando la dovuta attenzione, ciascuno corredato da una breve descrizione. Dopo aver studiato il trittico, il visitatore può rilassarsi nelle sale adibite alla proiezione: al buio, seduto o sdraiato, mentre il quadro prende vita. Protagonisti e comparse scivolano lungo le pareti, si ingrandiscono avvicinandosi agli spettatori fino a dissolversi – il tutto in ottima risoluzione.

hieronymus_10Le assurde invenzioni di Bosch ricordano un po’ il nostro Luigi Serafini, autore del curioso Codex Seraphinianum, enciclopedia del surreale popolata da strane metamorfosi, piante fantastiche e animali inesistenti. Non per niente il pittore olandese, vissuto pressappoco tra il 1450 e il 1516, è considerato ispiratore di molti visionari contemporanei, da Ernst a Dalì, e un precursore del moderno surrealismo. Eppure il suo mondo doveva essere molto diverso dal nostro: un’epoca a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, dove la religione rivestiva un’importanza indiscussa nella società e la paura della morte dominava la vita quotidiana. L’Europa era memore delle ondate di peste che avevano causato, dalla grande pandemia del 1348, milioni di morti; nel XIV secolo si diffusero rappresentazioni dell’inferno e delle atrocità con cui Dio avrebbe punito, dopo la morte, i peccatori. Molti si affrettavano a procurarsi, con un pellegrinaggio o un cospicuo contributo economico, le cosiddette “indulgenze”: una sorta di lasciapassare per aggiudicarsi il paradiso o almeno uno sconto sugli anni di purgatorio.

hieronymus_13L’afflato religioso dominò anche la vita di Bosch, di cui molto rimane oscuro. Pare facesse parte di una società chiamata “Illustre Confraternita della Vergine Maria”, detta anche “Confraternita del Cigno”. Alcuni studiosi suggeriscono un legame di questa setta con l’occultismo, ma non ci sono prove a riguardo. Di certo molti suoi committenti erano membri dell’associazione, come suggerisce anche la presenza simbolica del cigno in alcuni quadri – tra questi proprio “il Giardino delle Delizie”, personale visione di Bosch della vita dopo la morte.

hieronymus_10Molto in questo trittico è ambiguo e inquietante: a sinistra si trovano Adamo ed Eva insieme a Dio nel paradiso terrestre, circondati da splendide piante e animali. Ma in questa apparente rappresentazione della beatitudine compare già il germe del male, presentito dal gufo arcigno che vigila sulla scena, simboleggiato da animali che lottano fino a uccidersi. Nel centro, il giardino si trasforma in un trionfo orgiastico, con donne circondate da uomini a cavallo di animali veri o fantastici, pronte a farne preda. Le scene di lussuria, insinuata o esplicita, abbondano in Bosch, tanto da far discutere gli studiosi su un inconscio represso nella vita e liberato nell’arte. Si sa che ebbe un matrimonio senza figli, cosa disdicevole in una società che considerava la copulazione una mera necessità per popolare la terra.

hieronymus_05A destra, oscuro e grottesco, l’inferno. Impossibile dar conto dell’euforia creativa che domina questa sezione del trittico, tra demoni bestiali e melodie luciferine eseguite secondo la partitura dipinta sulle natiche di un dannato (una studentessa americana l’ha trascritta in notazione moderna ed è stata più volte riprodotta. Tra le tremende creature, un maiale con un velo da suora e un chierico alle spalle: insieme a un diavoletto travestito da cavaliere cercano di convincere un peccatore a firmare un documento sibillino.

Delizie e atrocità, giochi erotici che sprofondano nel peccato, il paradiso terrestre presto convertito nell’inferno. Bosch dipinge le sfumature tra bene e male, la facilità con cui un gioco leggero si trasforma in un demone mostruoso. La sua mente terribile e meravigliosa si affaccia su un altro mondo, la sua arte apre una fessura in cui anche noi possiamo sbirciare. E da quell’aldilà ci ritraiamo, un po’ divertiti, un po’ turbati, non meno affascinati che nel Medioevo.

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Hieronymus Bosch: visions alive

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