MiriamCiò che colpisce maggiormente, quando la si incontra, è lo sguardo che scintilla dai suoi grandi occhi scuri, incastonati tra folti capelli neri. E non poteva essere diversamente visto che Miriam Netti, cantante, è figlia di quella parte del Sud Italia, la Puglia, dove il Sole marca gli uomini e le cose di un colore forte e vivace. E lo splendore del Sole lo si sente tutto nel tono della sua voce.

La incontriamo in una pausa in sala di registrazione e ne approfittiamo per farle qualche domanda su di lei e sul suo prossimo disco, la Bossa, in uscita il prossimo 24 giugno qui in Germania.

Miriam, raccontaci un po’ di te. Da dove e quando sei arrivata in Germania e che genere di musica è il tuo?
Sono arrivata in Germania da Putignano (provincia di Bari), come spesso capita, per amore, 15 anni fa. Mi piaceva un ragazzo che suonava in una band e lo seguii a Berlino. Ho studiato pianoforte classico in Italia ed in Germania mi sono interessata prima al Blues e poi al Jazz. Sono due generi molto simili. Già da bambina ero molto attratta dalla musica brasiliana.

Ed una volta stabilita a Berlino?
miriam-netti-cover-425x425Una volta arrivata nella capitale tedesca presi lezioni private da un bravo musicista per perfezionarmi. Dopo tre anni iniziai a lavorare al primo disco. Nel frattempo facevo i primi concerti di tipo professionale. Conobbi Alessandro Blasetti, il produttore musicale di Morandi e di Bungaro. Era un vero signore, molto capace. Mi organizzò un concerto all’auditorium di Roma. Così uscì il disco primo disco (Miriam Netti).

Hai fatto altre esperienze nel campo dello spettacolo?
Certamente. Da allora ho continuato a fare spettacoli. Entrai nello staff di Palazzo, uno dei teatri più famosi della Germania, dove ho avuto modo d’incontrare professionisti eccezionali, confrontandomi con generi artistici anche molto differenti dal mio. È stata un’esperienza formativa molto importante che è durata fintanto che lo spettacolo che era in scena a Berlino non è stato trasferito a Monaco di Baviera. Allora ho dovuto prendere la decisione se spostarmi anch’io o restare. Decisi di rimanere e continuare la mia strada al di fuori da un contesto teatrale.

Così sei rimasta a Berlino dedicandoti completamente alla musica. Com’è nata l’idea di questo secondo album?
Ho continuato a sperimentare generi musicali e pian piano è venuta fuori l’idea del disco, la Bossa, la cui casa discografica è tedesca. Ho scelto 10 canzoni a me care tra evergreen internazionali e canzoni italiane; ho aggiunto 3 canzoni originali che avevo nel cassetto già da un po’, eh ho cercato di rendere il pacchetto omogeneo, prediligendo il cantarle tutte in italiano, che è un po’ il fil rouge del disco.

Trovi stimolante il panorama discografico tedesco?
Oggi sì. Qui in Germania, pur essendo il mercato globale, trovo che ci sia una buona autonomia degli interpreti. Berlino, in particolare, è cresciuta negli anni. Quando arrivai l’ambiente era un po’ statico. Pian piano sono arrivati sempre più musicisti da tutto il mondo ed il panorama è diventato sempre più stimolante. Ovviamente parlo per quanto riguarda il jazz che è il genere che prediligo.

Torneresti in Italia?
Certo. Mi manca il mare ed il caldo, ma la musica mi mancherebbe di più.

Qui è possibile acquistare online l’album

Qui è possibile ascoltare una traccia in anteprima

La registrazione del brano “Incompatibilità”

Piccole mele verdi da “La Bossa”

È possibile acquistare l’album di Miriam presso:
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Qui alcune recensioni online di tv e radio tedesche:
Deutschlandradiokultur
Rbb
JazzRadio

 

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