La Filarmonica della Scala © Kai Bienert

Ormai è una tradizione che all’inizio della nuova stagione le già numerose realtà musicali berlinesi siano affiancate da orchestre provenienti da tutto il mondo. Il Musikfest, organizzato dai Berliner Festspiele in collaborazione con la Stiftung Berliner Philharmoniker, non si limita ad invitare importanti orchestre in tournée per l’Europa. Winrich Hopp, direttore artistico del Festival dal 2006, è riconosciuto come ideatore di programmi ambiziosi grazie ai quali il Musikfest si presenta con un suo profilo inconfondibile. È un compito non tanto facile, perché nel corso dell’estate gran parte degli artisti invitati si sono già esibiti ad altri festival rinomati, ad esempio a Salisburgo e a Lucerna. Tuttavia, a Berlino si ha sempre l’impressione di assistere a qualcosa di nuovo.

Claudio Monteverdi – Bernardo Strozzi

Nel 2017 si celebrano i 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi, non solo in Italia, ma in tutta l’Europa. Sotto la bacchetta del direttore d’orchestra inglese John Eliot Gardiner, tra i massimi esperti dell’operato del compositore barocco, un cast di straordinari cantanti solisti, il Monteverdi Choir e il complesso English Baroque Soloists hanno eseguito splendidamente le tre opere drammatiche giunte complete fino ai noi. Le rappresentazioni in semistage de “L’Orfeo”, “Il ritorno di Ulisse in patria” e “L’incoronazione di Poppea” nella Philharmonie hanno suscitato grandissimo applauso. Sotto la direzione di Gardiner, molto attento alle sfumature e ai pianissimi, il suono fluiva limpido, complice l’acustica straordinaria della sala. Il dolore struggente di Orfeo (Krystian Adam) che scende agli Inferi per riportare in vita la moglie Euridice, ma la perde per sempre, arrivava direttamente al cuore dello spettatore.

Il Musikfest si è dedicato anche alle opere sacre di Monteverdi. Il RIAS Kammerchor, guidato dal suo nuovo direttore principale Justin Doyle, e l’ensemble Capella de la Torre, fondato dall’oboista Katharina Bäuml, hanno regalato un’intensa esecuzione del “Vespro della Beata Vergine” nella Pierre Boulez Saal, preceduta dalla “Missa in illo tempore” nella vicina St.Hedwigs-Kathedrale. Nella nuovissima Pierre Boulez Saal, di forma ovale, con una capienza di meno di 700 spettatori e acusticamente ben progettata, ci si sentiva quasi come in una chiesa, anche grazie al soffitto alto. Eccellenti i solisti, in particolare il soprano Dorothee Mields e il tenore Thomas Hobbs, che cantavano sulla balconata cambiando spesso posizione. I salmi, mottetti e le altre parti cantate del “Vespro” si alternavano con brevi brani strumentali di Salamone Rossi e Biagio Marini. In un altro concerto dal titolo “Amore perduto” la Akademie für Alte Musik Berlin ha presentato musiche del primo barocco italiano, con il “Lamento di Arianna” di Monteverdi, nonché brani di Rossi, Francesco Cavalli, Alessandro Stradella e altri.

Riccardo Chailly © Kai Bienert

La Filarmonica della Scala con il suo direttore musicale Riccardo Chailly, per la prima volta ospiti del Musikfest, esploravano invece il repertorio dell’Ottocento. Con il solista Leonidas Kavakos hanno eseguito il celebre concerto per violino in re maggiore di Johannes Brahms. Chailly ha offerto una lettura incentrata sulla cantabilità, attenuando i contrasti. Kavakos suonava con grande maestria e finezza, evitando qualsiasi atteggiamento divistico. Con l’ouverture ai “Vespri siciliani” di Giuseppe Verdi, eseguita con brio e grande flessibilità, l’orchestra dimostrava quale musica è iscritta nel suo dna. Particolarmente toccante l’interpretazione dello “Stabat Mater” e del “Te Deum” dai “Quattro pezzi sacri” di Verdi, anche grazie all’eccellente Rundfunkchor Berlin che ha affrontato la sfida di salire sul palcoscenico dopo una sola e brevissima prova con la Filarmonica. Con applausi entusiasti il pubblico nella Philharmonie ha salutato l’orchestra dopo il bis, l’ouverture a “La forza del destino”.

Daniele Gatti © Kai Bienert

Daniele Gatti, un altro rinomato direttore milanese, è arrivato con la sua Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam. I musicisti hanno cominciato con l’ouverture all’opera lirica “Euryanthe” di Carl Maria von Weber, suonata assieme ai giovani del Nationales Bundesjugendorchester Deutschland. Nell’ambito del progetto “RCO meets Europe” gli olandesi ancora fino al 2018 girano tutti gli stati membri dell’UE, esibendosi con orchestre giovanili dei rispettivi Paesi. A Berlino la RCO ha suonato poi il brano “IN-SCHRIFT” di Wolfgang Rihm, commissionato nel 1995 per la Basilica di San Marco a Venezia, e infine l’incompiuta Nona Sinfonia di Anton Bruckner. La SWR Symphonieorchester invece ha presentato “Il canto sospeso” di Luigi Nono, con i solisti Laura Aikin (soprano), Jenny Carlstedt (mezzosoprano) e Robin Tritschler (tenore), preceduto da due madrigali scritti nel Cinquecento da Luca Marenzio e Nicola Vicentino. E con “Tanz-Walzer” i Berliner Philharmoniker diretti dalla finlandese Susanna Mälkki hanno voluto ricordare Ferruccio Busoni, compositore fiorentino apprezzato più in Germania che nella sua patria.

.

L’Orfeo di Monteverdi – Gardiner

Print Friendly, PDF & Email