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A volte ciò che distingue l’intelligenza dalla stupidità è una linea sottile. Per questo il consiglio di non discutere mai con uno stupido, se non si vuole passare a propria volta per stupidi, rimane uno dei consigli più saggi e, ahimè, poco praticati. Se lo fosse Facebook e Twitter si svuoterebbero di botto come un WC pubblico a cui viene tirata la catena.

Sahra Wagenknecht, leader di punta del partito dei Linke (la sinistra) tedesco, nonché fondatrice del movimento Aufstehen (che letteralmente significa alzarsi, insorgere, ma che in certe situazioni significa anche essere aperto, e chi è aperto di solito è anche intelligente) ha appena tracciato questa linea.

Per sabato prossimo la Linke ha chiamato a raccolta a Berlino tutte le magliettine rosse del mondo per manifestare contro le frontiere e contro il razzismo, che per questa gente sono sinonimi. Quindi si alle migrazioni no limit da tutto il mondo verso l’Europa, e no alla sovranità territoriale degli Stati. Si badi bene Stati occidentali, perché gli Stati vittima, cioè tutto il resto del mondo, possono continuare a praticare ogni genere di controllo anche violento che tanto alle magliettine rouge di ciò non frega nulla. Una rappresentazione di stupidità universale dalla quale Sahra Wagenknecht si è giustamente distanziata alla maniera di Bartleby lo scrivano, con un mitico “I would prefer not to”

„Wenn wir über offene Grenzen für alle reden, dann ist es eine Forderung, die die meisten Leute als völlig irreal und weltfremd empfinden und damit ja auch recht haben Quando parliamo di frontiere aperte per tutti, diciamo una cosa che la maggioranza delle persone considera irreale e ostile. E in questo hanno totalmente ragione. Sahra Wagenknecht, ovvero c’è ancora intelligenza nella sinistra.

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