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La situazione è questa: il ministro degli interni Horst Seehofer, incoraggiato dall’“Achse der Willigen”,una sorta di rivisitazione postmoderna della Triplice alleanza Austria-Germania-Italia, lanciata dal premier austriaco Kurz, vuole respingere alle frontiere i richiedenti asilo già registrati in altri Stati europei. Sarebbe un duro colpo alla politica immigrazionista che usa il diritto di asilo per regolare i flussi migratori. I mainstream media parlano già di istigazione all’odio, svolta razzista, insomma il solito bla bla. Ma Merkel che farà?

La Cancelliera, talento puro in fatto di comportamento passivo-aggressivo, si rifugia in clinch come un pugile suonato che spera di essere salvato dal gong. Seehofer tergiversa, rinuncia ad assestare il colpo definito e la campanella salva Mutti all’ultimo secondo.

Merkel avrà tempo fino alla riunione straordinaria europea sull’immigrazione, prevista per fine mese. Per quella data o riuscirà a trovare una soluzione europea del problema, il che non è affatto scontato viste le divergenze che esistono tra i vari Paesi, oppure la partita politica in Germania si riaprirà col botto.

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