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Spelacchio © il Deutsch-Italia

Il più famoso da noi in Italia, e purtroppo nel mondo, è stato senz’altro “spelacchio”. Così i romani hanno appellato il povero abete che il Comune di Roma ha eretto in piazza Venezia per le feste natalizie due anni fa. L’esemplare delle conifere esposto nella piazza romana aveva avuto vita breve, ed era stato classificato come morto subito dopo l’esposizione al pubblico. I motivi rimangono un mistero, soprattutto se lo si paragona a quello bello e rigoglioso esposto in un’altra parte della Capitale, davanti alla basilica di San Pietro. Ma si sa, quello è territorio Vaticano, e i miracoli sono più frequenti degli inspiegabili fatti negativi che accadono nel resto del territorio cittadino. Quest’anno la sindaca Raggi ha provveduto con un nuovo esemplare che, pare, ha avuto migliore sorte (non senza alcune polemiche iniziali).

© il Deutsch-Italia

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Ogni anno il periodo natalizio porta con sé il piacere o l’incombenza di “fare l’albero”. Il grande dilemma è se sceglierne uno “vero” o invece uno artificiale. Secondo dati della Coldiretti 3,6milioni di famiglie italiane hanno optato lo scorso Natale per un abete vero con una spesa media di 33 euro ad albero. I prezzi variano in generale tra i 10 e i 60 euro, a seconda della misura, della presenza o meno di radici e del vaso. Per i più grandi si può arrivare addirittura ai 200 euro. Quest’anno Coldiretti, assieme a Federforeste e Pefc Italia, ha organizzato la vendita nei mercati di „Campagna Amica“, da Roma a Milano fino a Vicenza, degli alberi di Natale ottenuti dai boschi distrutti dall’ondata di maltempo del 29 ottobre sull’Altopiano di Asiago. Una buona azione per aiutare una zona d’Italia gravemente danneggiata. Tuttavia, a quanto sembra, il 70 per cento ha scelto invece di usarne uno industriale, vecchio o nuovo che fosse. Questi ultimi, però, secondo un’indagine del quotidiano britannico „The Guardian„, farebbero più danni all’ambiente causando per la costruzione di uno di 1metro e 90centimetri circa 40 chili di emissioni di gas serra.

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Come ogni anno è stato sollevato il problema della sostenibilità ambientale dell’“operazione albero di Natale”. Infatti, passato il breve periodo delle feste, che ne sarà degli alberi utilizzati? Nella maggior parte dei casi andranno nel cassonetto o nel camino di casa, perché i poveri alberelli se non hanno le radici (come nella stragrande maggioranza dei casi) non possono essere ripiantati in qualche giardino o parco pubblico. Inoltre per poterlo fare occorrerebbe usare alcune accortezze, come quella di “farli abituare” alle temperature esterne dopo essere stati in casa al caldo dei termosifoni.

Quella dell’albero di Natale è una tradizione molto antica, in particolare fra le popolazioni germaniche. Nel Paese della Cancelliera Merkel, infatti, ne sono stati venduti la bellezza di 29,8milioni di esemplari (300mila più dello scorso anno), secondo i dati diffusi dall’EHI Retail Institute di Colonia. La tradizione tedesca risalirebbe al XVI secolo, e più precisamente nel 1570 a Brema dove fu decorato un albero con mele, noci, datteri e fiori di carta. Oggi se ne vendono di tutti i tipi, compresi quelli “bio”, ossia cresciuti senza pesticidi. Sono dai 30 ai 50mila gli ettari di terreno in Germania riservati a questo particolare mercato del periodo natalizio. Il costo medio di una pianta è di 20 euro, ma online si possono tranquillamente acquistare anche solo per 15.

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In una città come Berlino ci si rende veramente conto di quanti alberi siano stati acquistati nei giorni immediatamente successivi al Natale, quando le strade sono letteralmente invase da queste povere piante che vengono abbandonate dai loro acquirenti su tutti i marciapiedi. E lì rimangono fino a quando gli addetti alla pulizia stradale non li verranno a prelevare. Sarebbe interessante sapere quanti fra coloro che usano per pochi giorni una pianta vera vadano poi a fare la spesa in un negozio “biologico”, perché ritengono che la salvaguardia dell’ambiente sia importante.

Nel Palatinato, nel distretto di Weidenthal, un piccolo centro di meno di 2mila abitanti, c’è da 13 anni una particolare usanza: il lancio dell’albero di Natale. A dire il vero sembra che gli alberelli vengano fatti crescere appositamente per l’evento e che non siano quelli usati durante le feste. Uomini e donne gareggiano nel mezzo della foresta del Palatinato partecipando al campionato del mondo. Le regole vogliono che le piante debbano essere di almeno un metro e cinquanta e che vengano scagliate il più lontano possibile, in tre manche. L’idea di questa insolita competizione è venuta a Herbert Laubscher della squadra di calcio F.C. “Wacker”, e sembra che solitamente vi prendano parte dai 50 ai 60 uomini e circa 30 donne. Quest’anno fra gli uomini (55 in totale) ha vinto Christian Milloth (con un lancio complessivo da 23,90 metri), mentre il campione in carica  Frank Schwender si è piazzato secondo (con 23,15) e fra le donne (che hanno partecipato in 30) Margret Klein-Raber (20,20 metri) del Saarland. Se non sapete proprio cosa fare con il vostro alberello „usato“, provate a vedere se eguagliate il loro primato.

 

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Il lancio dell’albero di Natale

© Swr.de

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