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Il luogo dove sorgeva il bunker di Hitler © il Deutsch-Italia

Il bunker di Hitler, contrariamente a quello che è l’immaginario comune, non esiste più. Era originariamente costituito da due bunker separati e poi uniti in uno solo: il vecchio Vorbunker e il nuovo Führerbunker. Posto a circa 8 metri di profondità, in quello che era allora il giardino della Cancelleria del Reich, subito dopo la guerra, fu fatto oggetto di tentativi di distruzione da parte dei sovietici, che tuttavia data la mole e la robustezza della costruzione, non riuscirono nell’intento. Fu soltanto danneggiato e in seguito quel che rimaneva fu sotterrato. Oggi sopra vi sorge un parcheggio ed alcuni caseggiati eretti negli anni Ottanta. Tuttavia non molto lontano, situato nell’adiacenza dell’ormai scomparsa Anhalter Bahnhof, sorge tutt’ora un altro imponente bunker del periodo nazista: il bunker della Ferrovia del Reich (Anhalterreichsbahnbunker). Qui è stata allestita una mostra che ricostruisce, oltre alla storia del nazismo e della Shoah, proprio il bunker di Hitler, attraverso foto, reperti e la ricostruzione di alcuni ambienti presenti all’interno del rifugio del dittatore nazista.

L’Anhalterreichsbahnbunker © il Deutsch-Italia

L’ Anhalterreichsbahnbunker, uno dei 10 sopravvissuti degli oltre 1.000 che c’erano a Berlino, fu costruito dal nulla nel 1942, nell’arco di 10 mesi, per dare riparo a 3.500 persone dai bombardamenti della RAF (Royal Air Force), che sempre più di frequente flagellavano la Capitale del Reich. Le intenzioni erano quelle di proteggere una ristretta élite di cittadini tedeschi, ma la realtà fu ben diversa. Infatti alla fine della guerra il bunker arrivò ad ospitare ben 12.000 persone, il che vuol dire 4-5 persone per metro quadrato (ogni piano è di circa 700 mq.). Le fondamenta sono imponenti (2 metri), e ognuno dei 5 piani (di cui 2 interrati) che lo compone ha un’altezza di 2,5 metri, mentre quello superiore ha un soffitto spesso ben quattro metri: quando vi cadde una bomba americana da 500 kg. il cratere che provocò fu solo profondo un metro e mezzo. La struttura, nel suo complesso, è formata da oltre 7.000 mc. di cemento, tanti quanti ne occorrerebbero per costruire 200 case a schiera.

© il Deutsch-Italia

Poco prima della conquista di Berlino da parte dei sovietici, le Waffen SS, ossia il braccio militare delle SS, fecero saltare il tunnel che collegava il bunker al vicino canale della Sprea, inondandolo. Anche quello che lo collegava all’Anhalter Bahnohof fu fatto saltare in aria per renderlo inaccessibile. Dopo la guerra, quando fu prosciugato, fu usato come dormitorio per sbandati prima, e come rifugio di criminali poi. Durante il periodo del Muro servì come deposito per le derrate alimentari del Senato cittadino. Dopo il 1989 è stato recuperato e più volte usato come museo e testimonianza, anche del lavoro dei circa 150 polacchi che sotto la “Tiefbau Mast Ag” avevano dovuto erigerlo.

Oggi è diventato, come si diceva, la testimonianza di un intero periodo storico, ricco di reperti, foto e audio-video guide (in tedesco e inglese). A gestirlo da poco più di un anno c’è un’associazione privata (Historiale e. V.), senza scopo di lucro, gestita da due giovani tedeschi, Enno Lenze e Friederike von Leoprechting, e dal presidente Wieland Giebel, ideatore del percorso documentale “Hitler – wie konnte es geschehend” (Hitler – come è potuto accadere). Un viaggio a ritroso nella Storia che catapulta il visitatore a diretto contatto con l’atmosfera che si respirava in Germania durante il periodo nazista, tra fasti dal sapore cinematografico e orrori concreti vissuti sulla pelle delle vittime di una tragedia che coinvolse il mondo intero.

La mostra è visitabile tutto l’anno, dalle 10:00 alle 19:00 al costo di 12 euro (9 per le scolaresche).

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La mostra „Hitler – wie konnte es geschehend“

© Youtube Enno Lenze

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