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Vigoleno © Damiano Meo

Quando di un luogo se ne respirano le storie e se ne carezzano le pietre, allora epoche e protagonisti parrebbero aggirarsi ancora nelle ombre dei vicoli. Così, con il suo imponente torrione medievale, il castello di Vigoleno, sembrerebbe tutt’oggi battuto dall’andirivieni di sentinelle e cavalieri per sorvegliare, con scrupolosa ed estenuante attenzione, i territori di Piacenza e Parma, dove altre mura fortificate, come la Rocca Viscontea o il Castello dei Marchesi Pallavicino, narrano di prigionieri e ritratti di famiglia, di passioni d’amore e di salotti letterari. Le sue mura merlate, il cui cammino di ronda è ancora oggi percorribile, fischiano di adrenalina e vertigini: una vista mozzafiato si slancia, infatti, fino all’orizzonte, in un unico respiro. All’interno delle mura, tra i palazzi signorili e tra botteghe e locande, c’è anche un’umile chiesetta, dedicata a San Giorgio, il santo-guerriero, che continua a scandire lo scorrere del tempo con il suo scampanare, invitando alle veglie di preghiera tra ceri ed incensi. In questo luogo tanto sacro e, forse, altrettanto profano, nei primi del Novecento, in una dimora tanto lussuosa quanto esposta ai pettegolezzi, la principessa Maria Ruspoli ospitò gli scrittori Gabriele D’Annunzio e Jean Cocteau, il pittore Max Ernst, l’attore Douglas Fairbanks e la diva Mary Pickford. In tale amalgama di cultura e folclore, Vigoleno divenne anche set del film “Lady Hawke” di Richard Donner: un intenso intreccio di passione, magia nera e canoni cavallereschi. Recentemente la stessa location è stata citata tra i cento borghi più belli d’Italia e si è aggiudicata anche la bandiera arancione del Touring Club.

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Il borgo di Vigoleno

Youtube © gi1mo1

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