La 75esima edizione © La Biennale di Venezia Asac

La 75esima edizione © La Biennale di Venezia Asac

Due dei maggiori Festival del mondo si contendono da decenni un primato che – più spesso – è stato appannaggio del “terzo incomodo”, ovvero del “Festival di Cannes”. Stiamo parlando della “Mostra d’arte cinematografica di Venezia” (il più antico festival di Cinema al mondo) e della “Berlinale”, che da sempre ha un valore speciale per il suo grado simbolico: prima come simbolo di libertà nella Germania del Muro, e poi come grande porta dell’Europa aperta verso l’Est del continente e all’estremo Oriente.

Venezia è nata nel 1932 (dal ’36 con cadenza annuale), e quasi senza saperlo è diventata presto la casa del Cinema come arte, passando attraverso diverse stagioni, rinascendo due volte dalle sue ceneri: nel 1946 dopo gli anni della guerra e una prima interruzione; nel 1979 dopo dieci anni di silenzio in seguito alle contestazioni successive al maggio ’68. Il Festival di Berlino nasce invece nel 1951, con una forte impronta “politica” (la libertà d’espressione all’Ovest contro la censura della DDR), e conosce una crescita progressiva sotto la gestione di grandi personalità, dal fondatore Alfred Bauer fino a Dieter Kosslick, che ha diretto la “Berlinale” per 16 anni fino al 2018.

Berlinale 2018 © il Deutsch-Italia

Berlinale 2018 © il Deutsch-Italia

Negli anni recenti il confine tra rassegna dell’arte (Venezia), gran teatro del glamour (Cannes) e motore del dialogo interculturale (Berlino) si è progressivamente assottigliato e tutte e tre le grandi kermesse, che di recente hanno trovato nel Festival di Toronto un deciso rivale con le sue aperture al mercato statunitense, hanno puntato a un giusto mix tra spettacolarità e cinema d’autore. Nell’ultimo anno – per fare un esempio attuale – Berlino ha puntato sulle cinematografie emergenti e grandi star internazionali; Cannes ha innalzato il vessillo del cinema d’autore a fianco del mercato più significativo tra tutti quelli dei festival, Venezia si è confermata rampa di lancio per la campagna degli Oscar, primeggiando grazie a una selezione di altissimo profilo. Nel panorama della Mostra di Venezia il “sale” – come ha detto più di una volta il presidente della “Biennale di Venezia”, Paolo Baratta – “devono essere le

Il direttore dela Biennale Cinema Alberto Barbera © La Biennale di Venezia Asac

Il direttore dela Biennale Cinema Alberto Barbera © La Biennale di Venezia Asac

Giornate degli Autori”, sezione indipendente e autonoma, creata nel 2004 dalle associazioni dei registi italiani (Anac e 100 Autori), e che quest’anno ha festeggiato la 15esima edizione. «Siamo nati sul modello della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes», dice il direttore delle Giornate Giorgio Gosetti, «e nel ricordo di una pagina breve quanto importante della storia di Venezia, come furono le Giornate del Cinema Italiano volute dagli autori nel 1970. Si trattava di chiedere ai registi italiani di impegnarsi in favore della libertà d’espressione dei loro colleghi stranieri, così come aveva fatto la generazione dei Godard, Truffaut, Chabrol… tanti anni prima. Guardavamo anche al modello del Forum della “Berlinale”, creato da Ulrich Gregor, ma nel tempo abbiamo assunto un’identità forte e riconoscibile e il nostro premio (GdA Director’s Award) è garanzia di qualità e accompagna il viaggio internazionale di autori da tenere d’occhio. È stato il caso di Jean-Marc Vallée, Denis Villeneuve, Laurent Cantet, Andrea Segre e quest’anno Claire Burger che aveva debuttato a Cannes con la Caméra d’or per il miglior esordio e da noi si è confermata». Questa “nota differente”, all’interno del generale spartito della Mostra, è un aspetto che oggi manca alla “Berlinale”, ma sarà compito dei nuovi responsabili del Festival tedesco (molto attivo come Cannes e Venezia, anche a stimolare nuovi progetti e coproduzioni internazionali), trovare la formula originale che colmi il vuoto rispetto alla Quinzaine e alle Giornate.

 

Tutte le foto nella Gallery sono © La Biennale di Venezia Asac

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La 75esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia

© Youtube La variante limone

 

Il film “Leone d’oro” di questa edizione: Roma, di Alfonso Cuaròn

© Youtube ScreenWeek TV

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