Firenze © Damiano Meo

Il Ponte Vecchio e l’Arno © Damiano Meo

Nonostante Dante l’abbia scaraventata all’Inferno rimproverandone la mala-politica, il romanticismo dell’Arno ha fatto il giro del mondo in “Camera con vista”, dello scrittore Edward Morgan Forster. Sempre sulla bocca di tutti e avvolta da fiumare di turisti, Firenze sembrerebbe prendere il suo nome dal latino “florentia”, ovvero fiorente. E questo aggettivo è più attuale che mai. Straricca di arte di tutte le epoche, non si preclude di partecipare alla contemporaneità promuovendo appositi spazi per la street art. Una mappa online, infatti, segnala più di 50 luoghi di espressività urbana adatta a murales, stencil ed installazioni. Il dialogo tra vecchio e nuovo è lampante anche nelle opere dell’artista Blub, di cui ancora non si conosce la vera identità. La sua attività pubblica iniziò nel 2013, quando, nel mese di novembre, sbucarono sugli sportelli dei servizi idrici e del gas le prime stampe simpaticamente

Firenze © Damiano Meo

copia del David di Michelangelo © Damiano Meo

 

dissacranti. Da quel momento la Monnalisa, il ritratto di Dante, la Venere di Botticelli e tante altre icone classiche furono riproposte con la maschera da sub, sommerse dall’acqua e affiancate dal motto: “l’arte sa nuotare”. Forse un’esortazione ad uscire dalla crisi economica e intellettuale contemporanea o un elogio storico agli “angeli del fango” che, dopo l’alluvione del 1966, si adoperarono per recuperare il patrimonio del Giglio. Chissà! Di attrazioni Firenze ne pullula. Alcune curiosità culturali: il vero nome del Duomo è Santa Maria del Fiore ed invece la basilica gotica di Santa Croce fu definita da Ugo Foscolo “il tempio dell’itale glorie” perché luogo di sepoltura di Galileo, Michelangelo, Machiavelli e di tanti altri geni italiani. Il David di Michelangelo esposto in Piazza della Signoria è soltanto una copia che ne ricalca la collocazione iniziale: l’originale si trova presso la Galleria dell’Accademia. Lo scrittore novecentesco Vasco Pratolini affidò ai posteri una confidenza da non sottovalutare: «i fiorentini amano il vino. Dante medesimo fu altissimo poeta e grande bevitore. Il vino sta ai fiorentini come il caffè ai napoletani, come sta la birra ai tedeschi, il tè agli inglesi e la coca-cola agli americani».

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Firenze © Damiano Meo

Scorcio di Piazza della Signoria © Damiano Meo

Firenze © Damiano Meo

particolare del Duomo © Damiano Meo

 

Firenze e le sue bellezze

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