Residenza di Giovanni Acerbi © Damiano Meo

Sede di un distretto tessile specializzato in collant e calzini di tutti i tipi, Castel Goffredo, primeggia in tale settore coprendo il 60 per cento della produzione europea ed il 30 per cento di quella mondiale, vantando, con una certa fierezza, l’appellativo di “Capitale italiana della calza”. La storia della cittadina è alquanto stratificata e, in parte, ancora da scoprire. Sono state accertate, nel corso dei secoli, attraverso reperti ed iscrizioni, le presenze di etruschi, longobardi e romani. In base a quella di questi ultimi, alcune epigrafi farebbero ipotizzare la nascita o la permanenza nel territorio del poeta Virgilio. Risalirebbe, invece, all’epoca longobarda il toponimo che, forse, affonda le proprie origini in “Gottfried”, cioè “Dio della pace”. Nel 1515, questo piccolo comune che oggi conta circa 12 mila anime, ebbe la gloria di essere la capitale di un minuscolo regno governato da Aloisio Gonzaga, a tali fasti, però, si intrecciarono congiure e assassini. Tra i più illustri cittadini la comunità castellana ricorda

Espositore per calze con marchio Noemi: primo calzificio di Castel Goffredo, attivo dal 1925 al 1974. Oggetto esposto presso il MAST © Damiano Meo

Giovanni Acerbi, patriota dalla vita rocambolesca e quasi cinematografica: imprigionato per alto tradimento riuscì ad evadere per unirsi alle barricate delle Cinque giornate di Milano, collaborò con Mazzini e partecipò alla Spedizione dei Mille divenendo, infine, deputato del nuovo Regno. Sulla sua lapide si legge “All’appello della Patria rispose sempre: presente”. Nonno di Giovanni, fu Giuseppe Acerbi: esploratore che riferì, per primo, della pratica finlandese della “sauna”. Lo stesso ebbe l’onore di partecipare ai salotti di Goethe e Madame de Stäel e pubblicò anche opere in inglese, aspirando a varcare i confini nazionali. Su tale scia, il premio letterario a lui dedicato, quest’anno giunto alla ventiseiesima edizione, mira ad “avvicinare i popoli” attraverso la promozione della cultura. Il profumo di carta ed inchiostro si respira anche sotto i portici della piazza principale, ogni prima domenica del mese, quando un mercatino di libri usati e vinili lasciano slancio alle curiosità e passioni di grandi e piccini. Al fine di contribuire a valorizzare il patrimonio storico che orbita attorno alla comunità castellana ha aperto i battenti, di recente, uno splendido esperimento sociale: il MAST. Grazie a numerose collaborazioni pubbliche e private è stato costituito, infatti, un “Museo di Arte, Storia e Territorio”, gestito, prevalentemente, da cittadini volontari con il motto: “il cuore dei piccoli musei sono le persone”.

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Castel Goffredo

© Youtube Anacleto Bonini

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