L’orso delle caverne del museo Carlo Conti © Damiano Meo

Fiori estivi contemplano le acque limpide del Sesia mentre, brioso, scorre dal Monte Rosa fino al Po. Lo scrosciare dell’acqua sembra musica, ritmata dal cinguettio dell’orchestra che abita sugli alberi secolari. E proprio dall’incanto del suo fiume questa comunità prende il nome di Borgosesia, cioè di fortificazione rurale cresciuta attorno alla sua privilegiata fonte d’acqua. Queste terre furono abitate già 80mila anni fa dall’uomo di Neanderthal, come testimoniano alcuni ritrovamenti custoditi nel Museo Carlo Conti. La stessa struttura espone uno scheletro di orso delle caverne e alcune tracce di fauna pleistocenica, tra cui diversi tipi di grandi felini e alcuni resti del rinoceronte di Merck. La storia della cittadina, che oggi conta circa 12mila abitanti, si intreccia anche con l’Impresa dei Mille. Alcune ricerche storiche, infatti, attribuirebbero all’imprenditore Alessandro Antongini, proprietario di un’industria tessile locale, il sovvenzionamento per il noleggio delle imbarcazioni a vapore che trasportarono le giubbe rosse fino a Marsala.

La scultura ecosostenibile di Marco Schena © Damiano Meo

Sarebbero le copie di una cambiale di 510mila lire, a favore dell’armatore genovese Raffaele Rubattino, a comprovare tale ipotesi. Borgosesia ebbe anche un ruolo attivo nella Resistenza al nazifascismo: a guidare nella Valsesia le Brigate Garibaldi fu Cino Moscatelli, successivamente divenuto senatore e deputato della Repubblica. Una delle zone più vivaci della cittadina è il parco Magni in cui è possibile giocare sia a beach volley che a basket. Un’interessante scelta di riqualificazione di tale spazio ha predisposto la trasformazione dei tronchi degli alberi pericolanti in opere d’arte. Così l’artista Marco Schena ha scolpito gufi, volti e persino una farfalla posata dolcemente su una mano. Tra le iniziative culturali proposte ai visitatori ci sono anche concerti bandistici e un mercato Slow Food (ogni seconda domenica del mese). Un complesso architettonico da visitare è il Santuario della Madonna delle Grazie (detto di Sant’Anna), risalente al 1600, che si staglia su un’altura da cui si scorge tutta la valle e si assapora un magnifico silenzio.

 

Il panorama della Madonna delle Grazie © Damiano Meo

Borgoresia ieri e oggi

© Youtube INVALSESIA

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