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A partire dal 1° maggio 2014, a Berlino è entrato in vigore il divieto di utilizzare gli appartamenti per scopi diversi dalla locazione ad uso abitativo. In altre parole, è vietato affittare intere abitazioni ai turisti, per brevi periodi e come soggiorno vacanze.

Grazie alle incredibili possibilità offerte dal web, e in particolare tramite la piattaforma Airbnb, il fenomeno ha assunto proporzioni rilevanti, incidendo sul mercato delle case in affitto. In sostanza, troppi appartamenti sono sottratti alla disponibilità dei residenti in cerca di casa, e ciò ha contribuito all’incremento del caro fitti (dal 2009 al 2014 si è registrato un aumento dei prezzi del 56 per cento).

Perché dare l’appartamento ai turisti piuttosto che cercare degli inquilini, diciamo, tradizionali?

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La ragione è semplice: affittando ai turisti, per brevi periodi e ripetutamente durante l’anno, si può guadagnare di più di quanto si potrebbe ricavare da un unico rapporto di locazione di lunga durata.

Inoltre anche i turisti hanno il loro bel vantaggio, risparmiando rispetto al pernottamento in albergo, senza considerare la comodità di soggiornare in una casa piuttosto che ritirarsi in stanza.

Risultato: tutti si sono lanciati nel business e a Berlino, negli ultimi tempi, è diventato difficile trovare un appartamento a prezzi ragionevoli.

La legge che vieta di affittare le abitazioni ai turisti (Gesetz über das Verbot der Zweckentfremdung von Wohnraum), in effetti, è stata emanata col dichiarato intento di tutelare le esigenze abitative dei residenti (basta leggere il paragrafo § 1 della legge) e punisce con una sanzione, che può raggiungere l’importo stratosferico di 100.000 euro (§ 7), chi commette violazioni.

Dunque, vietato affittare ai turisti, a meno che il locatore non sia all’uopo autorizzato, in forza di un particolare permesso rilasciato dalle autorità cittadine.

© airbnb.com

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A tal proposito, di recente, tre proprietari di appartamenti (seconda casa) di Berlino, di cui uno italiano, dopo essersi visti negare il rilascio del permesso (dalle circoscrizioni di Friedrichshain-Kreuzberg e Pankow), hanno citato in giudizio l’amministrazione pubblica.

Ebbene, il Tribunale ha dato ragione ai tre proprietari, argomentando che, nel caso di specie, gli appartamenti di solito erano utilizzati dai proprietari, sebbene per brevi periodi in occasione di viaggi privati o vacanze, mentre nel restante periodo dell’anno erano vuoti.

Pertanto, ha argomentato il Tribunale, gli appartamenti non sono sottratti alla disponibilità dei residenti per essere affittati ai turisti, di conseguenza, se non fossero affittati nei periodi in cui non sono occupati dai rispettivi proprietari, resterebbero per forza di cose, semplicemente, vuoti.

La decisione in commento, che interessa tutti gli italiani proprietari di seconde case a Berlino, appare più che condivisibile, infatti il Tribunale ha dettato una regola specifica, che va a contemplare il caso particolare.

Per tutti gli altri casi, al netto di altre future pronunce dei Tribunali, resta in vigore il divieto sancito dalla norma.

Airbnb vs Berlin

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