auto_03Un’intesa tra alcune delle principali case automobilistiche tedesche, ufficializzata con un comunicato, ancora necessariamente vago, apre le porte a quella che potrebbe essere ad una vera rivoluzione, un deciso passo in avanti, a favore della diffusione delle automobili elettriche.

«BMW Group, Daimler AG, Ford Motor Company e il Gruppo Volkswagen con Audi e Porsche pianificano una Joint Venture per la ricarica, ultraveloce e a potenza elevata, lungo le principali autostrade per consentire ai veicoli elettrici di coprire tragitti a lungo raggio in Europa. Sistemi di ricarica con livelli di potenza fino a 350 kW riducono significativamente il tempo di ricarica rispetto ai sistemi attuali. È prevista la costruzione di circa 400 stazioni di ricarica ultraveloce in Europa, con una rete basata sugli standard del Sistema di ricarica combinata (Combined Charging System, CCS), che utilizza un connettore pienamente compatibile con la maggior parte delle vetture elettriche attuali e di prossima generazione».

sudkreuz_45Non è dato sapere in quanto tempo, effettivamente, questa rete sarà sufficientemente operativa, ma la notizia è davvero interessante. Il maggiore ostacolo alla diffusione sul mercato in percentuali non da prefisso telefonico – come si suol dire – delle auto elettriche finora in offerta, non è tanto il loro elevato prezzo d’acquisto, ma la scarsa autonomia. Non c’è dubbio che una capillare rete di rifornimento potrebbe in parte migliorare la situazione. Anche se non ribaltarla del tutto a favore dell’auto a batterie. Perché qui sta il punto: con la tecnologia degli ioni di litio si è già al massimo delle possibilità dello stato dell’arte in fatto di autonomia. E non si vede al momento un’altra tecnologia, per lo meno di concreta industrializzazione. Neppur nel medio periodo.

Percorrenze tra i 200 ed i 400-500 km sono attualmente possibili, pur se sempre in linea teorica (le case automobilistiche sono “ottimistiche” non soltanto nell’indicare i consumi di carburante tradizionale…), ma non bastano ad attrare il cliente che pensa all’automobile non soltanto per uso urbano, ma per gli spostamenti più lunghi, sia di lavoro, sia di piacere. La possibilità, anzi, la certezza, di poter ricaricare le batterie, senza rischio di rimanere a “secco”, sarebbe dunque già n primo passo.

auto elettrica_3Secondo noi, però, bisognerebbe affiancare alle eventuali colonnine di ricarica presso i distributori o dell’area di servizio tradizionali, in autostrada o fuori, il concetto di una rete parallela di vera e propria “accoglienza” per vetture elettriche, che dovrebbe appoggiarsi in primo luogo ad alberghi, ristoranti e perché no, agriturismi. Pensate per esempio a chi si mette in viaggio dalla Germania all’Italia, o viceversa. Una percorrenza media di 800-900 km come quella tra la Baviera e Roma potrebbe essere coperta senza problemi con tre soste. Ma anche una sola o al massimo due, se entro i prossimi 3-5 anni, come promettono le case automobilistiche ci saranno modelli con autonomia tra i 400 e i 500 km. Il tempo di un panino o di un pasto al self service, con un caffè, la visita alla toilette, durante il rifornimento, anche senza effettuare ogni volta il “pieno” completo, sarebbe sufficiente per proseguire il viaggio fino a destinazione.

auto_04Ma per chi può concedersi qualche divagazione fuori autostrada, la certezza che un buon ristorante o una tipica trattoria in una bella città o in un ameno paesino possano offrire anche la possibilità di ricarica dell’auto, sarebbe certamente un notevole incentivo alla sosta. Lo stesso dicasi per i turisti che, una volta giunti a destinazione, non soltanto troverebbero nel loro albergo o nel loro agriturismo un punto di ricarica per l’auto, ma potrebbero programmare le gite alla scoperta delle località che le rispettive zone circostanti offrono proprio in base alla possibilità di trovare punti di ricarica per le vetture.

Il vantaggio, ovviamente, sarebbe anche per chi sceglie di farsi da punto di appoggio per fornire questo tipo di offerta. E non è difficile prevedere lo sviluppo di un indotto dedicato. Un fiorire di “apps”, siti Internet e così via.

Forse, con l’accordo tra queste importanti case automobilistiche (in questo caso soltanto tedesche…peccato che dall’elenco manchino altri grandi nomi, di altri Paesi europei) siamo forse davvero ad una prima importante svolta verso l’elettrificazione di massa delle nostra mobilità. Ma ci vogliono- oltre che le indispensabili tecnologie che l’industria può certamente offrire – fantasia, coraggio e, soprattutto, meno burocrazia possibile.

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Come funziona un’elettro-auto?

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