Angela Merkel

La montagna ha partorito un topolino, avrebbe detto Fedro. Fatto è che il vertice di Berlino non ha cambiato nulla, colpa anche delle ormai prossime elezioni politiche, in previsione delle quali la Cancelliera Merkel ha pensato bene di non farsi vedere. Sono arrabbiata a causa dell’illecito uso che i manager dell’auto hanno fatto di un software dei motori diesel. Ora si tratta di riparare il danno senza per questo rinunciare del tutto al diesel, ha dichiarato la Cancelliera nel corso di un suo recente intervento alla rete televisiva “RTL”. Berlino ha confermato i timori degli osservatori economici e politici, concordi nel prevedere che il vertice si sarebbe concluso con un risultato assolutamente deludente, soprattutto per le nazioni europee, tra cui Norvegia, Francia e Gran Bretagna, di realizzare nel loro Paese un tipo di mobilità che nell’arco di una ventina d’anni eliminerà il diesel e, probabilmente, anche la benzina dai grandi centri urbani. Non così in Germania, almeno per il momento, dove industria e Governo faticano comprensibilmente a staccarsi dal mito della “vacca sacra” del motore diesel, punta di diamante dell’importantissimo settore automobilistico tedesco con complessivamente 1,8 milioni di occupati e con decisivi riflessi sull’immagine del “made in Germany”. Logico quindi che le vere decisioni siano state rinviate all’autunno, dopo che si sarà formato il nuovo governo tedesco sulla base dei risultati delle elezioni politiche del 24 settembre.

B. Hendricks © CC BY-SA 2.0 U.S. Army Europe Images Wikipedia

Il secondo vertice sull’auto segue su espressa richiesta di tre ministri federali, Barbara Hendricks per l’Ambiente, Brigitte Zypries per l’Economia e Heiko Maas per la Giustizia, tutti membri del partito socialdemocratico Spd. L’unico a dirsi soddisfatto del vertice di Berlino è stato il ministro tedesco dei Trasporti Alexander Dobrindt (Csu), ma si ha motivo di ritenere che del problema del diesel non gli importi più di tanto, considerato che già oggi lo si esclude a priori dalla lista dei probabili componenti del prossimo governo federale. È importante cercare di capire quali potranno essere le reazioni dei proprietari delle auto, sia di quelli che hanno una vettura con motore diesel Euro norma 5 o 6, circa 5,31 milioni di vetture, sia di quelli che ne posseggono una con Euro norma 4 in giù, per un totale di 15 milioni di auto diesel, un’auto su tre circolante in Germania. L’aggiornamento del software, a sentire la Volkswagen, dovrebbe comportare al massimo un costo di circa 150 euro, montaggio compreso, un importo che sarà a carico delle varie case che sinora erano intenzionate a scaricare il conto sugli automobilisti. Stando ai vari comunicati l’aggiornamento del software dovrebbe assicurare una riduzione dell’inquinamento dei motori diesel del 25-30 per cento e l’intervento dovrà essere concluso entro la fine del 2018.

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Orgia di sconti e di premi

 

Per quanto riguarda le auto diesel con Euro norma 4 in giù, ai loro possessori è stato offerto un premio di demolizione della loro vecchia auto oscillante da un minimo di 2.000 fino a un massimo di 10.000 euro a seconda della cilindrata della nuova auto che acquisteranno e che non necessariamente dovrà essere della stessa marca. L’unica cosa certa è che in Germania si sta scatenando una vera e propria “Rabattschlacht”, una battaglia di sconti e di premi d’acquisto senza precedenti nella storia dell’auto. Ha cominciato la Volkswagen, ma soltanto per i più grandi modelli, seguita subito a ruota dalla sudcoreana Hyundai che offre la stessa cifra anche per modelli più piccoli, e che però in aggiunta ritira anche la vecchia vettura diesel pagandola 5.000 euro. Risultato: la Hyundai i40 Stationwagon la si può acquistare in Germania pagando meno della metà del prezzo normale di listino di 25.000 euro, vale a dire soltanto 10.000 euro.

Jeep Fiat-Chrysler

La campagna di vendita con sconti e premi d’acquisto è appena iniziata e avrà forti ripercussioni anche sul mercato dell’usato. Anche la Fiat-Chrysler sarà della partita. Il premio di rottamazione delle vecchie vetture diesel avrà l’effetto di un gigantesco programma di vendita sui mercati europei, a partire da quello più importante che è quello tedesco. Sia ben chiaro, non si tratta di un atto di generosità da parte dell’industria tedesca, ma soltanto di un atto di puro tornaconto. Le vecchie diesel continueranno a circolare, almeno fino a quando scatteranno i divieti che sull’esempio della città di Stoccarda, a partire dall’autunno, potranno scattare in caso di un superamento dei limiti di inquinamento previsti per l’ossido d’azoto (NOx). Un problema che da diversi anni ormai affligge circa 80 tra città e zone della Germania, e sulla cui gravità la Commissione Eu ha già più volte ammonito il Governo di Berlino. Resterà da vedere con quale sollecitudine gli automobilisti tedeschi decideranno di attualizzare il software delle loro auto diesel, considerato che molta stampa specializzata, Bild in prima linea, ha espresso molti dubbi sull’efficienza degli interventi e addirittura anche di un peggioramento delle prestazioni e dei consumi dei motori dopo tale aggiornamento. Questo per chi ha un motore Euro norma 5 e 6, mentre per le altre norme inferiori a partire dalla norma 4, Stephan Weil, capo ormai dimissionario del governo della Bassa Sassonia – il Land in cui risiede la centrale Volkswagen -, ha espresso la speranza che questi sei milioni di auto diesel, grazie al premio di rottamazione, spariscano il più presto possibile dalla circolazione e siano sostituiti da moderne auto, non soltanto con moderni diesel, ma anche con auto elettriche oppure, come molti manager dell’auto sperano, con le auto ibride.

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Il diesel resta ancora un rischio

 

Il ministro federale dell’Ambiente, la signora Barbara Hendricks, non ha mancato di sottolineare che l’aggiornamento del software per il contenimento delle emissioni del pericoloso NOx dovrà essere soltanto un primo passo per arrivare a sostanziali aggiornamenti della motorizzazione tedesca, che dovrà assicurare trasporti il più possibile “puliti”con un indice di emissioni d’inquinamento il più basso possibile. Spetterà al nuovo governo federale decidere e cambiare una situazione di fatto insostenibile. Ancora, come abbiamo detto all’inizio, il vertice di Berlino non ha cambiato molto le cose. La sensazione è che l’industria tedesca dell’auto continui a pensare a salvare in prima linea il diesel, costi quello che costi, nella convinzione che così facendo assicurerà all’intera economia della Germania un punto di vantaggio rispetto alle altre importanti economie mondiali. Così facendo però complica le decisioni già troppo a lungo rimandate e che avrebbe continuato a rinviare per chissà tempo ancor se le autorità americane dell’Ambiente non avessero scoperto quell’inganno che alla Volkswagen ha consentito di propagandare sino a due anni fa il diesel come il motore più pulito al mondo.

Ristrutturazione del Kba

 

Di positivo c’è anche che la Commissione di Bruxelles si è finalmente svegliata dal suo torpore. Lo fa pensare la lettera che la commissaria Eu Margrethe Vestager ha inviato al Governo tedesco annunciando di aver avviato una severa inchiesta sull’esistenza del cartello dei produttori automobilistici tedeschi. Chi credeva nell’indipendenza della politica tedesca dai manager di VW & Co. ha dovuto ricredersi. Una conseguenza di medio termine sarà la divisione in due enti indipendenti del Kraftfarth-Bundesamt (Kba), l’ufficio federale della motorizzazione attualmente competente sia per la omologazione delle autovetture, sia per il controllo delle emissioni nocive dei gas di scarico. È il Kba l’Ufficio federale in cui lo scandalo delle emissioni truccate delle auto diesel ha potuto prosperare per almeno due decenni al di sopra di ogni sospetto fino all’autunno del 2016.

Motore ibrido

Il processo del dieselgate, di prossimo inizio a Braunschweig, dovrà chiarire come una simile complicità tra l’industria e la politica sia stata possibile in Germania riuscendo anche a fare i nomi dei suoi promotori. Le ultime notizie dal mercato dell’auto tedesco indicano che le vendite delle vetture diesel sono in netto calo e, però, si può già sin d’ora scommettere che l’industria tedesca non cercherà di fare tutto il possibile per convincere gli utenti di essere riuscita nel frattempo a produrre diesel puliti, come la VW già aveva sostenuto in uno spot pubblicitario andato in onda per qualche settimana prima che negli Usa scoppiasse la bomba delle emissioni truccate. Una carta che l’industria automobilistica tedesca giocherà con grande decisione sarà poi quella delle auto ibride, dotate di un propulsore elettrico per tragitti in città e di propulsore diesel per i percorsi in autostrada, dove le sue potenti autovetture continueranno a essere libere di correre a 300 chilometri all’ora, ignorando il generale limite di 130 chilometri in vigore nelle altre autostrade della Comunità Europea.

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La “Bild” scettica circa i ritocchi “cosmetici” al software sulle auto diesel

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