Salvatore Trapani

Informazioni sull'autore Salvatore Trapani

Salvatore Trapani vive a Berlino dal 1998. Ha corrisposto per le pagine di cinema e cultura del periodico romano Shalom-Mensile e del quotidiano nazionale Il Giornale. Si occupa di memoria storica e arti visive cooperando come referente alla formazione per il Memoriale agli Ebrei uccisi d'Europa a Berlino e per l'Isituto Storico di Reggio Emilia, ISTORECO, dove ha fondato il progetto A.R.S. - Art Resistance Shoah. È anche autore di novelle (Edizioni Croce)

Ieri, oggi, domaniStoria

L’Halter St.-Matthäus-Kirchhof di Berlino: storie eterne, patrimonio dell’umanità

Il Deutsch-Italia inizia con questo articolo a pubblicare la prima di tre puntate su uno dei luoghi di Berlino più intrisi di Storia e di storie, di uomini e donne. Appunto l’Halter St.-Matthäus-Kirchhof. Il rapporto dei tedeschi con la morte è particolare e lo si comprende subito dal fatto che nei cimiteri si può mangiare e bere in un Caffè, dialogando direttamente con l’anima dei defunti.

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Berlinale 2017

La Berlinale porta al cinema la politica. L’Italia le da una mano

L’occasione è il film Call me by your Name di Luca Guadagnino che concorre al premio gay Teddy Award. Se le coppie di fatto non sono più un tabù dallo scorso governo Renzi, in Italia rimane ancora un tabù l’adozione e la tutela delle famiglie gay, e dei loro figli. Il tema dell’omosessualità, nelle mani di un grande regista italiano, ci spinge a considerare l’Italia partendo da quel contesto.

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Berlinale 2017

Una storia di eroi italiani. Sembra cucita per la Berlinale

Come in un film: i cinque della famiglia Lama e la Torta Caprese (specialità campana) a base di cioccolato fondente, nocciole, mandorle e vaniglia che segna l’inizio di un’avventura. A Berlino nessuno ti dà del sognatore se sei fantasioso. Se la creatività serve all’arte, da queste parti diventa professione. Divinitalia è conosciuta per la professionalità, per le “invenzioni”. La torta della Berlinale, è l’ultima in ordine di tempo.

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Berlinale 2017

Una storia d’amore indiana, poco tedesca e molto italiana

Al centro del film in concorso alla Berlinale Viceroy’s House (“La casa del viceré) che narra la drammatica scissione del Pakistan dall’India orchestrata dagli inglesi c’è la storia d’amore di una giovane coppia che sembra strappata da un fotoromanzo più italiano che tedesco. Postilla: Der Junge Karl Marx dell’haitiano francese Raoul Peck brutto com’è (il film) fa rimpiangere Berlusconi.

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Berlinale 2017

Berlinale. Più che a un Festival somiglia a un G7

Domande sui grandi fatti internazionali quelle dei giornalisti accreditati alla tradizionale conferenza stampa della giuria della rassegna cinematografica. La Berlinale a differenza di Venezia e Cannes si conferma politicamente impegnata. “Con tutti i problemi politici che ci sono, che effetto fa andare al cinema?”, ha chiesto una giornalista iraniana a Verhoeven il regista di Basic Instinct che presiede la giuria quest’anno. È stata la domanda di apertura, così vi fate un’idea.

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