Luciano Barile

Informazioni sull'autore Luciano Barile

Luciano Barile è stato per oltre vent’anni, dal 1974 al 1996, il corrispondente ufficiale da Bonn del quotidiano economico-finanziario IlSole24Ore, testata per la quale ha continuato a collaborare fino al 2013. Ha lavorato, inoltre, sempre da Bonn come redattore economico per l’agenzia di stampa ANSA e per circa quarant’anni per l’ente radiofonico Deutschlandfunk

Ieri, oggi, domani

Il mistero della Nutella scolorita

Dopo le accuse di sfruttare il lavoro minorile e di compromettere l’esistenza delle foreste usando l’olio di palma, la Ferrero, una delle più importanti imprese dolciarie a livello mondiale, deve ora difendersi dall’accusa di aver modificato il sapore della crema più cara ai tedeschi. La direzione precisa che i ritocchi alla formula della Nutella sono del tutto irrilevanti ai fini della qualità della crema alla nocciola più diffusa nel mondo e per il resto sostiene di non essere tenuta a dare altre spiegazioni.

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Auto

Il crepuscolo del diesel

Al vertice sul diesel svoltosi a Berlino circa un mese fa i rappresentati del Governo e dell’industria tedesca, accusata di aver agito negli ultimi vent’anni all’ombra di un potente cartello, invece di essere messi di fronte alle loro responsabilità hanno avuto via libera per modifiche di basso costo al software dei motori diesel truccati, là dove sarebbero stati necessari interventi sostanziali. Fautori e avversari del diesel si troveranno però ben presto di fronte al problema dei primi divieti di circolazione nelle grandi città tedesche. Nel clima d’incertezze e d’incognite sugli sviluppi dell’auto, che non risparmia nessuno, industria, economia, politica e utenti, in fatto di motorizzazione nulla d’ora in poi sarà come prima del dieselgate. Decisive saranno soprattutto le reazioni del mercato alle possibilità offerte dall’auto elettrica, al cui futuro credono in particolare i cinesi.

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Auto

Volkswagen, il cerchio si stringe

Sinora s’è parlato del dieselgate prevalentemente come di un problema degli Usa, dove nelle ultime settimane è andato in porto un accettabile compromesso. D’ora in poi l’ondata dello scandalo si riverserà sull’Europa con 8,5 milioni di automobilisti danneggiati dalle auto manipolate del gruppo Volkswagen. Commissione Ue e avvocati di grido daranno ancora per molto tempo parecchio filo da torcere al gruppo di Wolfsburg.

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Auto

2017: un anno veramente difficile

Anche l’Unione Europea (Ue) si è finalmente decisa a denunciare il Governo tedesco e il suo Ufficio federale per la Motorizzazione (Kraftfahrt Bundesamt) per aver omologato nell’arco di una decina d’anni una serie di auto diesel Volkswagen, senza accertarsi se i dati delle emissioni dei loro gas di scarico fossero truccati. La “mala-amministrazione” del Governo tedesco e il pressapochissimo giuridico della Commissione Ue sono un altro aspetto dello scandalo dieselgate, che si può spiegare soltanto con l’esistenza di una potente lobby tedesca dell’auto. In un qualche modo il gruppo Volkswagen sapeva di non correre il pericolo di essere scoperto fino a quando, nell’estate del 2015, le autorità americane per la difesa dell’Ambiente denunciarono la colossale truffa.

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Auto

Per chi suona la campana

Le pressioni esercitate dagli ambientalisti per eliminare dal traffico le auto diesel, almeno da quello che si svolge nell’area delle grandi città, non sono una novità. Però dallo scorso anno, dopo lo scandalo del dieselgate VW, le richieste sono divenute ovunque più incalzanti. Senonchè la politica europea, e soprattutto quella tedesca, continua in considerazione del forte significato econonico del motore diesel a chiudere gli occhi davanti ai molti e sottili sotterfugi tattici dell’industria automobilistisca, interessata a mantenere in vita il più a lungo possibile il motore diesel. Un tipo di locomozione che si avvale sì di una tecnologia altamente affidabile, ma di un’energia che non potrà mai divenire pulita. Quest’ultimo alla fine si è rivelato il fattore decisivo.

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Ieri, oggi, domani

Uova al cioccolato, senza sorpresa

Stando a Renate Künast, esponente del partito dei Verdi, ex-ministro dell’Agricoltura e attuale presidente della Commissione per la difesa dei consumatori al Bundestag, le autorità tedesche che si occupano della sicurezza dei generi alimentari avrebbero dovuto intervenire immediatamente nei confronti della Ferrero. Avrebbero dovuto farlo subito dopo la pubblicazione dell’articolo …

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