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Florian ha spesso sentito dire dal padre Wolfgang Lettl, uno dei più grandi pittori surrealisti di seconda generazione “Non potevo non lasciarmi ammaliare dalla luce di questo angolo di Puglia”.

L’angolo della Puglia a cui si riferiva è Manfredonia, comune in provincia di Foggia situato nel Parco Nazionale del Gargano, in cui il pittore tedesco visse e trovò un’intensa ispirazione artistica per quasi trent’anni, a partire dal 1973.

Memore dell’amore del padre per la provincia foggiana, Florian ha voluto che la prima mostra in assoluto in Italia del padre fosse ospitata ed organizzata dal comune di Manfredonia.

Manfredonia, la mia amata è stata inaugurata il 4 agosto presso le exFabbriche del Convento di San Francesco”, alla presenza dello stesso Florian, del sindaco Angelo Riccardi e di Saverio Mazzone, amministratore unico dell’Agenzia del Turismo di Manfredonia, che ha collaborato alla realizzazione.

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L’artista

W.-Lettl-©-Manfredonia-la-mia-amata

Wolfgang Lettl nacque ad Augsburg (Augusta per noi italiani) nel 1915. Dopo la maturità scientifica, appena ventunenne, venne arruolato, fino al 1943, nell’esercito tedesco come soldato trasmettitore a Parigi, dove avvenne il suo primo incontro con l’arte surrealista e cominciò a dipingere i suoi primi acquerelli.

Dopo la seconda guerra mondiale, dal 1954 si dedicò completamente all’arte, affinando la propria tecnica surrealista. La sua prima mostra retrospettiva venne allestita nel 1963 a Monaco di Baviera, e nello stesso periodo divenne membro della Neue Künstlervereinigung München (la Nuova Associazione di pittori di Monaco, di cui fu socio fondatore, tra gli altri, anche il pittore Kandinskij e di cui fecero parte artisti del calibro di Picasso e Braque).

A partire dal 1973 elesse il suo secondo domicilio in Puglia, meta di lunghi soggiorni e fonte di ispirazione per sperimentare una nuova paesaggistica impressionista.

Ben due sono i musei fondati da Lettl: il “Museo Lettl d’Arte surreale” (1993), nella IHK Schwaben ad Augsburg, dove si trovano più di cento dei suoi lavori oltre a quelli di molti famosi pittori contemporanei, e il museo “Lettl a Lindau Surrealismo nel Palazzo dell’Economia” (2002).

Morì ad Augsburg, circondato dai suoi quadri, nel 2008.

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La mostra

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L’esposizione si compone di 35 opere impressioniste e 40 opere surrealiste.

Ammirando le prime, lo spettatore si trova davanti ad una magnifica carrellata di paesaggi sipontini, in cui ritrova una importante influenza dell’impressionismo francese.

Dal momento che in Germania un giardino per cinque mesi è freddo e per altri cinque piovoso, decisi insieme a mia moglie di spostare in vecchiaia il nostro domicilio in Italia. Da allora sono passati 20 anni. Comprammo un terreno a Siponto, nel Golfo di Manfredonia, direttamente sul mare, perché secondo le informazioni del mio atlante geografico dei tempi di scuola, lì piove meno che altrove, e ci costruimmo una casa. In giardino c’era un sacco di lavoro da fare, ma nel frattempo è quasi pronto, con uno stagno di ninfee, cipressi, palme e pini e tutto quel che cresce e fiorisce nel Sud. Le pareti della casa erano ancora vuote, cosa per noi atipica. Così presi il mio vecchio cavalletto, andai in giro per i dintorni e dipinsi quadri del paesaggio. Come quelli che trovate qui nella mostra”.

Queste sono le parole dell’artista per la presentazione della mostra “Lettl va in ferie”, del 1995, che risultano attagliarsi perfettamente ai suoi dipinti ospitati in questi giorni presso il comune sipontino.

Cantiere-navale-©-Manfredonia-la-mia-amata

Il pennello di Lettl è la luce: la luce di una regione come la Puglia, che è esposta ad una maggiore eliofania, la luce che scalda i vividi papaveri della tela “Sciale Calfieri”, e che rende i “Mandorli in fiore” poesia per gli occhi.

Lettl, da tedesco abituato al freddo, gode appieno di quel sole meridionale italiano, e lo fa attraverso calde pennellate che raffigurano le tipiche masserie pugliesi attorniate dai rigogliosi uliveti, la terra scura che costeggia le assolate stradine di campagna delle valli, i rustici e le fattorie contornati da verdi prati fiorati e distese di grano dorato.

Un uomo così innamorato dei paesaggi del Sud non poteva mancare di omaggiare l’azzurro del mare con le opere che raffigurano il lungomare di Manfredonia, la spiaggia di “Sciale delle Rondinelle”, le barche sui moli di Levante e di Ponente. A giudicare dall’aspetto invitante delle orate dipinte sul tagliere adagiato vicino al tipico quartino di vino, c’è da immaginare che dell’artista fossero stati sedotti non solo gli occhi, ma anche le papille gustative.

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Se le tele impressioniste allenano la vista del visitatore alla bellezza dei luoghi dipinti, le opere surrealiste ne stimolano la mente alla riflessione sul significato delle stesse.

Ci si ritrova letteralmente spiazzati da “Il viaggio italiano di Adamo Goethe”: il Goethe di Lettl, sulla sinistra della tela, ha il volto, il busto e il braccio sinistro del Goethe dipinto dal pittore Tischbein nel ritratto “Goethe in campagna”, mentre gli arti destri del poeta tedesco sono quelli dell’Adamo dipinto da Michelangelo nelle storie della Genesi, sulla volta della Sistina di Roma. Al centro vi sono fusti di ferro che corrono in circolo attraverso gambe umane, sul suolo delle antiche rovine italiane.

Quest’opera descrive allegoricamente il caso dei rifiuti del reattore Seveso che, nel settembre del 1982, lasciarono la Germania a bordo di camion diretti in Francia e di cui si persero le tracce. Lettl pensò, probabilmente, che fossero stati portati in Italia, dato il contenuto del dipinto. La cooperazione tra il Ministero dell’Ambiente francese e quello degli Interni tedesco, invece, portò, nel maggio del 1983, al ritrovamento delle scorie nel cortile di un macellaio di un villaggio francese.

Le-metamorfosi-©-Manfredonia-la-mia-amata

La mia preoccupazione quando progetto un quadro è quella di trovare forme interessanti”, scrive l’artista tedesco a proposito del dipinto “Le metamorfosi”, dove si vedono parte di busto e gli arti inferiori di un esile vecchietto con bastone che, giunto all’ultima tappa della sua vita, sta trasformandosi in un uno stormo di uccelli. La morte viene rappresentata non come la fine, ma come l’inizio di una nuova dimensione ultraterrena simboleggiata dai volatili bianchi.

Anche nelle tele surrealiste non mancano i riferimenti a Manfredonia: nel dipinto “L’angelo cadente” la caduta di Satana, descritta nell’Apocalisse, viene rappresentata con la catena montuosa del Gargano e il paese di Monte Sant’Angelo sullo sfondo, mentre nella “Madonna”, del 1975, si ritrova l’influenza del dipinto della Vergine Sipontina custodita nella Cattedrale di Manfredonia, il cui culto è molto sentito dagli abitanti della zona.

Quello dell’artista tedesco per Manfredonia è stato un vero e proprio innamoramento che il comune foggiano sente di dover corrispondere, stando alle dichiarazioni del sindaco Riccardi in occasione dell’inaugurazione della mostra: “Il titolo della mostra esprime l’amore che Lettl ha nutrito per Manfredonia e lo ha dimostrato con i suoi innumerevoli dipinti. Sono convinto che dobbiamo ricambiare questo sentimento. Proporrò, pertanto, di conferire la cittadinanza onoraria postuma al maestro Wolfgang Lettl e di intitolargli una strada”.

L’esposizione dei dipinti di Wolfgang Lettl rimarrà aperta al pubblico ogni giorno dalle ore 18,30 alle 23, con ingresso libero, fino al 3 settembre.

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W. Lettl e la sua arte

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