© Gran duo italiano

L’arte in ogni sua forma è lo strumento di comunicazione universale per eccellenza. La musica in particolare, come espressione artistica ricopre un ruolo di privilegio, e non a caso gli antichi greci la consideravano come simbolo della perfezione, forma d’espressione delle Muse (μουσικός/musikòs è l’aggettivo che le riguarda). Tanto la Germania, quanto l’Italia hanno dato i natali a grandissimi autori ed esecutori di questa nobile arte, e spesso si sono trovate unite nello scambio reciproco di esperienze ed eventi. Uno di questi si terrà il prossimo venerdì a Berlino nel quartiere di Steglitz, dove si esibiranno due artisti italiani, Angela Meluso (pianoforte) e Mauro Tortorelli (violino).

Angela Meluso, campana di Polla (Salerno), si diploma al conservatorio di Alessandria con il maestro Giacomo Fuga e successivamente si perfeziona a Parma e Trieste.

Mauro Tortorelli, di Agropoli (Salerno), frequenta prima l’Accademia Musicale Chigiana, Salisburgo poi, grazie al suo maestro di violino del Conservatorio di Salerno. Successivamente frequenta la Scala e inizia a dedicarsi alla musica da camera.

© Gran duo italiano

I loro percorsi artistici s’incontrano nel 2009 quando decidono di studiare assieme i grandi autori, meno noti al grande pubblico, pur se molto importanti, delle grandi scuole violinistiche internazionali. Nel 2015 si trasformano nel “Gran duo italiano. Il nome deriva da “Gran duo concertante”, che è una forma musicale, unito alla caratterizzazione della musica italiana. Nel “Gran duo” gli strumenti sono sempre equilibrati e tanto il violino quanto il pianoforte sono protagonisti paritetici della melodia. «La riscoperta dell’italianità svolge un ruolo non indifferente in questa scelta», mi dice Mauro Tortorelli. «La musica italiana, quella da camera in particolare, è stata “oscurata”, dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri, dal Melodramma. L’Italia è principalmente conosciuta per l’Opera lirica, e i compositori di quell’epoca erano costretti ad andare fuori dal proprio Paese o, se rimanevano, non erano conosciuti dal grande pubblico, come Mario Castelnuovo Tedesco».

Infatti Gaetano Fusella, Camillo Sivori, Rosario Scalero sono tutti compositori per lo più sconosciuti anche ad un pubblico interessato alla musica “classica”, anche se ora, mi conferma Angela Meluso, «le grandi case discografiche, per rinnovare i loro cataloghi, stanno pubblicando questi autori come delle vere e proprie novità. Ad esempio la Tactus sta facendo un attento lavoro in questo settore. C’è una chiara volontà a riscoprire musica che altrimenti sarebbe rimasta nell’oblio».

Rosario Scalero © Flickr Bain News Service – Library of Congress

Il “Gran duo italiano” rappresenta quindi un fenomeno del tutto nuovo: la capacità di rinnovare il panorama musicale, che troppe volte oramai si dà per scontato e dove l’emozione dovrebbe derivare solo dall’interprete famoso di musiche sentite decine di volte in un cd. Da questo punto di vista occorre sottolineare che in Germania o in altri Paesi, come il Giappone, l’attenzione a questo tipo di rinnovamento del lessico musicale è più marcato che da noi. «All’estero c’è molta più curiosità. In Italia, purtroppo, si verifica lo stesso fenomeno che c’è in molti altri campi. I ragazzi si preparano e poi fuggono per specializzarsi, dove trovano ambienti più favorevoli per la propria crescita professionale», mi dicono sconsolati Meluso e Tortorelli. Loro stessi hanno girato il mondo: dalla Croazia (Poreč) a Kazan’ (il più importante centro del Tatarstan, ex repubblica russa), da Dubai, dove il pubblico di un concorso internazionale conosceva benissimo Rosario Scalero (maestro di Menotti e Rota), al Giappone, dove hanno fatto due tournée e dove il pubblico oltre ad avere una particolare attenzione per le novità musicali, possiede una spiritualità che si rispecchia anche nell’ascolto e nella valorizzazione dell’esecutore.

In Germania Angela e Mauro arrivano nel 2012 ed iniziano a fare una serie di concerti a Berlino, Bamberga, Dresda, Potsdam e alla Philharmonie di Monaco. A settembre uscirà il loro ultimo lavoro che riguarda musiche, edite e non, di Castelnuovo Tedesco, di cui quest’anno ricade il cinquantesimo anniversario dalla morte. Sarà un doppio cd con musiche per violino e pianoforte, e una suite per viola e pianoforte inedita, e quindi in prima mondiale. Questo li porterà a fare una tounée a Budapest, Kiev, Hong Kong, Seul e Amman in Giordania. E perché no, speriamo presto di nuovo in Italia e Germania. Il concerto di Berlino non va dunque perso.

Il concerto del “Gran duo italiano” si terrà venerdì 1° giugno, alle ore 19:00, presso la Schwartzsche Villa a Steglitz.

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Milhaud – Il Gran duo italiano

  © Youtube Camillo Sivori

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