Palazzo Mattei alla Lungaretta

È il 1966 quando a Colonia sul Reno si tiene una mostra sul pittore Ettore Roesler Franz. I 120 acquerelli che compongono la collezione “Roma Sparita” partono alla volta della Germania, ma, a fine esposizione, ne rientrano in Italia solo 119. Un non ben identificato Lupin, agevolato dalla posizione del dipinto vicino all’ascensore, ha materialmente fatto sparire la Roma ritratta nella veduta notturna di Palazzo Mattei alla Lungaretta. L’opera è fortunatamente assicurata e il legittimo proprietario, il Comune di Roma, con il premio incassato, acquista un dipinto di Pompeo Batoni, ben lontano dal ricompensare quanto la Capitale (e l’Italia intera) abbia perduto. La collezione di Ettore Roesler Franz ha infatti un valore inestimabile, trattandosi di tre serie di 40 acquerelli ciascuna che ritraggono Roma tra il 1878 e il 1896, lasciando impagabili “Memorie di un’era che passa” (come lo stesso pittore titolò la collezione).

via Giulio Romano

Negli ormai 119 dipinti, la tela diventa una fotografia istantanea di una “Roma pittoresca” che, negli anni successivi, sarebbe scomparsa. Un acquerello ritrae minuziosamente la casa di Giulio Romano, in via Macel de’ Corvi, che poi venne abbattuta nel 1888 in corso di ammodernamenti della zona del Campidoglio. Grazie ad un altro acquerello possiamo sapere che, di fronte alla Basilica di San Pietro, esisteva la “Spina di Borgo”, un’antica zona distrutta in epoca fascista e dove oggi si percorre la via della Conciliazione. Ogni acquerello costituisce un fermo immagine della Roma dell’epoca in cui venne dipinta, dalle sponde del Tevere ai vicoli più caratteristici, dai panorami cittadini, ancora non contaminati dai rifacimenti, ai luoghi non più esistenti, animati dai particolareggiati personaggi della vita quotidiana di città.

Quella del 1966 a Colonia non è stata la prima mostra in Germania del pittore italiano, ve ne sono state molte altre anche quando il pittore era ancora in vita, come l’esposizione della prima serie degli acquerelli romani, nel 1888, presso l’Accademia Reale di Belle Arti di Berlino, in occasione della quale l’artista fu insignito dall’imperatore Guglielmo II con una medaglia d’oro. A seguire, Roesler Franz espose diverse volte, tra il 1890 e il 1901, sia a Monaco di Baviera che a Berlino ed altre città tedesche, oltre ad altre città europee.

Si può dire che tutta la vita dell’artista fu costantemente collegata alla Germania, a partire dalle origini. Ettore Roesler Franz era nato infatti, nel 1845, da una famiglia di origine tedesca che, trapiantandosi a Roma, aveva fondato l’Hotel d’Alemagna, tra via dei Condotti e Piazza di Spagna, ospitando nomi illustri come quelli di Goethe, Stendhal, Wagner e Winckelmann.

Il giovane Ettore, che parlava ben quattro lingue, aveva molto viaggiato in Europa per far conoscere i suoi primi acquerelli, venendo a contatto con molti intellettuali ed artisti della propria epoca e lasciandosene influenzare culturalmente.

Tra i suoi estimatori vi furono diversi personaggi importanti come lo storico tedesco Ferdinand Gregoriovius, il compositore Franz Liszt, conosciuto, quale ospite del cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingfurst presso villa d’Este, altresì dipinta dal pittore romano.

Il pittore morì a soli 62 anni nel 1907, nella sua abitazione romana di piazza San Claudio, e fu sepolto nella cappella di famiglia presso il Cimitero monumentale del Verano di Roma.

Castel Sant’Angelo

La sua opera più conosciuta, non solo in Italia, rimane indubbiamente la collezione di acquerelli ribattezzata con il nome “Roma sparita”, di cui egli stesso ne aveva compreso il valore storiografico allorché disse: «La collezione dovrebbe essere posta in una sala speciale, con una grande carta topografica della vecchia Roma in cui io darei indicazione dei luoghi dove sono stati ripresi i quadri e questo faciliterebbe gli studiosi delle future generazioni nel capire quale era l’aspetto di Roma prima dei presenti mutamenti».

Attualmente, “Roma sparita” può essere ammirata presso il Museo di Roma in Trastevere, in piazza Sant’Egidio, dove il prossimo 19 dicembre si terrà un incontro dal titolo “Ettore Roesler Franz ovvero il fascino del pittoresco”, salvo quell’acquerello di cui misteriosamente si sono perse le tracce dopo il misfatto di Colonia del 1966.

Oggi la memoria del pittore è anche portata avanti da un suo discendente, Federico Roesler Franz, che vive a Berlino e gestisce un sito dedicato al grande avo ottocentesco.

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Gli acquerelli di Ettore Roesler Franz

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